Una domenica, squillò il telefono. Era mia figlia.
“Papà, dove sei?” chiese, con una sorpresa che non potei ignorare.
“In montagna,” risposi.
“In montagna?” —Sì, sono venuto a trascorrere il fine settimana con degli amici.
Ci fu un lungo silenzio dall’altra parte. Poi lei disse:
—Non sapevo che avessi amici con cui fare dei viaggi.
Sorrisi prima di rispondere.
—Non me l’hai mai chiesto.
Non lo dissi con amarezza né con l’intenzione di ferirla. Forse fu proprio per questo che le fece così male.
Un compleanno diverso
Qualche settimana dopo, arrivò il mio compleanno. Mi svegliai senza aspettative: una cosa che non mi era mai successa prima. Negli anni passati, restavo seduto vicino al telefono, aspettando che qualcuno della mia famiglia si ricordasse della data. Questa volta avevo dei programmi miei: Mircea e gli altri avevano prenotato un tavolo al ristorante.
Verso le dieci del mattino, mia figlia chiamò.
—Buon compleanno, papà!
—Grazie, cara.
—Cosa fai oggi?
—Vado a mangiare fuori.
—Con chi?
—Con i miei amici.
Ancora una volta, quella pausa imbarazzante dall’altra parte della linea.
—Volevamo passare da te stasera —disse infine lei.
La risposta che non mi aspettavo di dare
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